Giovanna Barbieri, “La stratega. Anno Domini 1164”

La stratega. Anno Domini 1164 è un romanzo storico con qualche elemento fantastico di Giovanna Barbieri.

La vicenda inizia allorché Alice, una giovane donna dei nostri giorni, viene sorpresa da un violento temporale mentre è a passeggio con il proprio cane e allo scoccare di fulmine sviene per risvegliarsi in piena epoca medievale.
Smarrita e impaurita, Alice viene aiutata da una modesta famiglia di contadini e poi portata alla vicina abbazia del Sacro Cuore per essere curata dalle benevole monache.
Il primo impatto della nostra protagonista con il nuovo mondo in cui è stata catapultata non è affatto facile. Infatti, benché lei conosca bene quegli anni dai libri di storia, vivere quella realtà non è inizialmente affatto semplice, ma Alice dimostra presto un grande spirito di adattamento, oltre a una spiccata curiosità, che le permettono di abituarsi al contesto, nonché apprendere l’uso delle erbe medicinali e così poter rendersi utile e mantenere vivo il suo animo compassionevole e intraprendente.

Le avventure di Alice, tuttavia, non sono che al principio.
Dopo aver incontrato per caso l’affascinante cavaliere Lorenzo Aligari, al quale salva la vita, viene portata al castello di Fumane, poiché sospettata per la sua “stranezza” di essere una spia inviata da Federico il Barbarossa.
Decisa a non abbandonarsi alla disperazione, Alice conquista la fiducia di Lorenzo, al quale insegna a leggere, scrivere, dà consigli di strategia e infine confida la sua provenienza dal futuro.
Benché, dopo le prime incertezze, Lorenzo finisca per crederle, molte persone continuano a sospettare di lei, a crederla addirittura una “strega” per le sue conoscenze e abilità.

Proprio in questi momenti così rischiosi, ad Alice si mostra Belìn, un Calcatrapole, che le rivela di essere l’artefice del suo viaggio nel tempo, ma per un fine ben preciso e molto importante: Alice è chiamata a giocare un ruolo fondamentale nell’imminente scontro contro le truppe del Barbarossa e la salvezza o rovina della sua terra.
La donna allora decide di partire con Lorenzo, sotto le mentite spoglie di scudiero, per partecipare all’assedio di Rivoli e anche durante l’aspra, lunga, battaglia non mancheranno nuove vicende e prove per la protagonista.

La storia è molto avvincente e variegata, poiché oltre alla vicenda principale di Alice si intersecano le storie di altri personaggi (Angelica, Chiara, cammei di altri personaggi minori), nonché spezzoni storici della vita del tempo.

La componente storica è sicuramente uno dei pregi maggiori del libro, in quanto comprova uno scrupoloso lavoro di documentazione alle spalle, ma soprattutto è ben calibrata nella trama, non appesantisce la freschezza delle vicende, bensì rende verosimile e più interessante il tutto.
Le scene belliche, in particolare, sono davvero coinvolgenti e incalzanti: tra dettagli storici e momenti di suspense sembra di assistere a scontri reali.
L’ambientazione, inoltre, nella zona della Valpolicella veronese è una scelta a mio avviso indovinata. Sarebbe stato più semplice ambientare la trama in luoghi più noti, invece così l’autrice dimostra non solo passione per il retaggio storico della sua terra, ma anche la voglia di creare una propria storia, che abbia un sapore inedito e sia in grado di far conoscere al lettore qualcosa di diverso dal solito.

I personaggi sono tutti ben caratterizzati, ognuno è dipinto con le proprie peculiarità e psicologia che lo contraddistingue.
Alice, in particolare, è un personaggio credibile e accattivante, della quale è ben descritta l’evoluzione psicologica e interiore. Ben presto non si può non parteggiare per lei e per il suo spirito intraprendente nell’affrontare un’epoca in cui le donne erano relegate nell’ombra; invece lei, pur nel rispetto di chi ha intorno, non si dà per vinta e affronta le avversità, credendo che sia importante la dignità di ogni persona in quanto tale.

Sottolineerei come è interessante vedere la trama essere mossa dai vari personaggi e dalla loro personalità, al di là dello sfondo storico, e di come sulla scena alla fine siano presentati grandi temi quali l’amore, la lealtà, il rispetto e la cura del prossimo, il sapere affrontare le difficoltà e le scelte, anche complesse, l’importanza dell’individuo per la sua morale.

La struttura narrativa è ben organizzata, non ci sono parti superflue, le sottostorie dei personaggi minori sono calibrate e ben innestate nel contesto principale, i dialoghi sono gestiti fluidamente.
In alcuni passaggi ci sono dei cambi scena che a mio avviso risultano un po’ bruschi, tuttavia nulla che rovini la lettura o la comprensione di quanto stia accadendo.
Lo stile è piacevole e scorrevole, senza essere mediocre o trascurato.

La componente romance, che personalmente ho apprezzato meno (ma per mio personalissimo gusto da diversamente emotiva), non è comunque stucchevole, ed è stato uno spunto per domandarmi quanto spazio davvero a quei tempi fosse lasciato alle relazioni basate su veri sentimenti, al di fuori di quelli che venivano decantati dalla letteratura del tempo.

Altro interrogativo che più volte mi sono posta è la verosimiglianza che una donna potesse, anche se in maniera arguta, suggerire radicali modifiche nei tecnicismi bellici o nella coltivazione dei terreni. Tuttavia, siamo sempre di fronte a un romanzo, e con un pizzico di sospensione dell’incredulità, la cosa non crea particolari attriti.

Un romanzo appassionante e capace di far scoprire qualcosa in più del mondo medioevale, nonché una valida prova per un’autrice esordiente.

My rating: 3.5-4/5

Giovanna Barbieri
La stratega. Anno Domini 1164
Ed. Youcanprint

Annunci

2 pensieri riguardo “Giovanna Barbieri, “La stratega. Anno Domini 1164”

  1. “con un pizzico di sospensione dell’incredulità”: ecco… e io come potrei? 😀

    Comunque, passi la coltivazione dei terreni – mia nonna ne sapeva parecchio ché da quando aveva 8 anni ha lavorato in campagna – ma sui tecnicismi bellici proprio no.

    1. Aspetta a partire per la tangente. 😉
      Per tecnicismi bellici non intendo droni di ultima generazione, ma meccanismi del tutto in linea con l’epoca (forse in realtà introdotti qualche anno dopo, ma non ne sono sicura, mia ignoranza).

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...