Andy Weir, “The Martian”

The Martian, romanzo di “fantascienza” di Andy Weir, è una strepitosa sorpresa e dopo averlo letto non mi stupisce che, originariamente autopubblicato, sia uscita quest’anno una nuova edizione per un’importate casa editrice.

Un libro ardito che poteva risultare noioso, è invece estremamente piacevole, divertente, scorrevole – pensate a un Robinson Crusoe su Marte, ricco di dettagli e spunti scientifici, ma condito con un’ironia e brio che un po’ ricordano Douglas Adams.

So that’s the situation. I’m stranded on Mars. I have no way to communicate with Hermes or Earth. Everyone thinks I’m dead. I’m in a Hab designed to last 31 days.
If the Oxygenator breaks down, I’ll suffocate. If the Water Reclaimer breaks down, I’ll die of thirst. If the Hab breaches, I’ll just kind of explode. If none of those things happen, I’ll eventually run out of food and starve to death.
So yeah. I’m fucked.

La premessa è intrigante: un equipaggio di sei astronauti americani durante la terza missione su Marte, è costretto ad evacuare in emergenza a causa di una fortissima tempesta di vento e sabbia. Credendolo perso per sempre, essi involontariamente lasciano dietro Mark Watney, che in realtà ha subito solo un lieve incidente e quando si riprende, capisce di essere solo sul pianeta rosso e con poche probabilità di sopravvivere.
Questo non lo fa affatto perdere d’animo e, grazie al suo spirito intraprendente, la sua ironia, le sue conoscenze tecniche (botaniche e meccaniche), si mette subito all’opera per escogitare un modo per rimanere in vita e riallacciare le comunicazioni con la Nasa.
Egli affronta un ostacolo dopo l’altro, iniziando con la ferita che quasi lo ha ucciso.
In qualità di botanico, architetta come coltivare cibo supplementare, creare l’acqua da ossigeno e idrogeno, un esperimento terribilmente pericoloso, riparare i pannelli solari per costruire un sistema di comunicazione con la Terra.

La sua storia è raccontata attraverso vivaci, divertenti voci del registro di Watney e altre trascrizioni.
I primi capitoli contengono un sacco di elementi scientifici e tecnici, il protagonista narra come si inventi mille soluzioni per sopravvivere: pensavo questo azzardo rendesse la lettura pesante e distante, invece è assolutamente vivace, accattivante, lo stile tiene incollati alle pagine.

A un certo punto, un’attenta addetta al controllo delle immagini satellitari, capisce che su Marte c’è qualcosa di “strano” e così la Nasa si rende conto che Mark è ancora vivo.
Inizia un’altra sezione del libro, nella quale oltre a vedere le imprese del nostro astronauta, assistiamo alle operazioni che puntano ad organizzare una nuova missione per salvarlo.

Lo stile dell’autore, frizzante, eterogeneo, regala un libro gustoso, originale, denso di momenti di suspense e scorrevolissimo.

My rating: 4/5

Andy Weir
The Martian
Ed. Crown

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