Joe Hill, Charles Paul Wilson III, “The Wraith (Welcome to Christmasland)”

The Wraith (Welcome to Christmasland) è uno dei fumetti più creepy che abbia mai letto – e dal momento che non mi impressiono facilmente, direi che è alquanto significativo. Non che “faccia paura”, ma la combinazione di storyboard e grafica, gli elementi ambigui, oscuri e terrificanti, danno vita a una storia agghiacciante, capace di far scorrere un brivido gelido lungo la schiena.

La graphic novel, che in questo nuovo volume a breve in vendita raccoglie le prime uscite della mini serie, è un prequel alla storia raccontata da Joe Hill in N0S4A2 e si incentra proprio sul personaggio principale, Charlie Manx, raccontando come divenne l’atroce mostro che troviamo nel romanzo e soprattutto come ebbe origine l’inquietantissimo Christmasland.
Premetto che anche chi non avesse letto N0S4A2 può immergersi in questa storia senza perdersi assolutamente nulla.

La storia è raccontata da Charlie stesso, narratore inaffidabile, che pur narrando gli eventi, li torce e cambia secondo il proprio punto di vista.
Manx non ritiene di essere “cattivo”, benché rapisca bambini innocenti; infatti, egli pensa di salvarli, liberarli da genitori orribili e cristallizzarli nella dimensione fantastica del suo luna park.
Questa convinzione deriva dal passato del protagonista, principalmente dal dolore della sua tragica infanzia.
Charlie, infatti, era un bambino e poi un uomo “normale”, ma che dopo anni di tremenda sofferenza e soprusi, perde la sua umanità, trasformandosi in mostro.
Così la sua Christmaland per lui è un’oasi felice e sicura, al riparo, per se stesso e i bambini, dal mondo amaro che infierisce.

In questo sta principalmente l’ambigua inquietudine della storia: vedere come un uomo, soverchiato dagli eventi e da vicissitudini dolorose, dall’indifferenza e dagli inganni altrui, arrivi a mutarsi nel malvagio (anzi, il più malvagio) della situazione.
Se la responsabilità è sempre individuale, quanto può influenzare tuttavia quella di chi ci circonda? Da dove nasce il male nel cuore di un uomo?
Quegli stessi bambini senz’anima, servi diabolici e sanguinari, sono peggiori del loro padrone? Non si può non avere un moto di repulsione nel veder puntata loro contro una pistola – ma l’indugio dà il via a un bagno di sangue.

Hill ha creato un vero monstrum con il personaggio di Charlie Manx, uno per il nuovo millennio.
Ormai abituati a troppo, di reale oppure di classicamente fantastico (spesso più oggetto di parodia o storpiature), ci sono poche storie di mostri che riescono a risultare davvero spaventose.
Charlie Manx, invece, è un personaggio che, pur essendo demoniaco e con poteri sovrannaturali, si potrebbe facilmente immaginare anche come una persona reale, capace di attrarre con le sue lusinghe per poi far precipitare nel peggiore, e impensato, incubo.

Le tavole di Charles Paul Wilson III non fanno altro che amplificare tutte queste sensazioni, dipingendo un mondo infero che gioca con gli aspetti usualmente più ameni dell’infanzia (Natale, slitte, parchi giochi, pupazzi di neve, ecc.), che rivela spianate gelide e solitarie coperte dalla neve, accosta colori per far risaltare ambiguità e orrore, ritrae il sorriso di Manx e dei bambini come qualcosa che semplicemente fa accapponare la pelle.

L’opera, così come la storia, si mantiene funambolicamente in bilico tra il demoniaco e il surreale, il seducente e il terrificante, l’attrazione e la repulsione.
Hill pesca quanto in noi ci ammalia e lo scatena in terrore, come fece il clown di IT (credo altra rara storia che mi abbia dato – e forse dà ancora – gli incubi) o come quando l’Isola che non c’è di Peter Pan inizia a rivelare la sua triste e angosciante verità (si veda cosa diventa ne L’isola dei Liombruni di Giovanni De Feo oppure, nella realtà, il Neverland Ranch del fu Michael Jackson).

Un’ottima prova, ma soprattutto un personaggio, Charlie Manx, che si dimentica difficilmente, perché davvero riesce a turbare nel profondo.
Una storia (sia questa che quella del romanzo), che se adattata adeguatamente per il cinema, diverrebbe un capolavoro dell’orrore. Quello vero. Quello che resta in agguato nell’ombra e potrebbe accadere nella vita di chiunque.

My rating: 4-4.5/5

Joe Hill, Charles Paul Wilson III
The Wraith (Welcome to Christmasland)
Ed. IDW Publishing

***Thanks to Netgalley and to the publisher for providing me a free copy of this book in exchange for an honest review.

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4 thoughts on “Joe Hill, Charles Paul Wilson III, “The Wraith (Welcome to Christmasland)”

      1. Sì! Proprio N0S4A2. 😉
        Inglese… E’ “normale”, nel senso che non è astruso o aulico, ma nemmeno medio. :S

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