Lorenzo Beccati, “Pietra è il mio nome”

Quello che senza dubbio colpisce del romanzo Pietra è il mio nome di Lorenzo Beccati è la precisione e il fascino della ricostruzione storica, l’accattivante protagonista e l’uso di un linguaggio molto curato.

La storia è ambientata principalmente a Genova, nel 1601, pur con alcuni flashback precedenti che riguardano l’infanzia della protagonista.
Qui vive Pietra, un’orfana con presunti poteri da rabdomante. Infatti, fin da bambina, Pietra ha celato il suo straordinario intuito e capacità di trovare le cose e risolvere misteri sotto il dono della rabdomanzia, consapevole che nella sua società non c’era posto per donne troppo scaltre e intelligenti.
Questo le ha dato la possibilità di sopravvivere ed essere stimata, ma al contempo temuta e guardata con sospetto – poiché simili doni o capacità potevano facilmente essere considerati tanto grazie divine che doti demoniache.
La trama inizia ben presto a tingersi di mistero e di giallo, quando la città viene sconvolta da una serie di omicidi di giovani donne e Pietra si ritrova ad esserne coinvolta, a dover trovare l’assassino misterioso.

La città e la su atmosfera sono ricostruite in modo impeccabile, preciso e intrigante.
Altrettanto Pietra ammalia immediatamente il lettore, con la sua apparente remissività, ma che in realtà cela un carattere forte, scolpito per necessità di sopravvivere alle sventure di una vita difficile.

La prima parte del libro è scorrevole e rapisce fin dalle prime pagine, poi purtroppo, a mio parere, inizia a perdersi e ad abbassare il livello narrativo.

In primo luogo, ho alcune perplessità su come viene sviluppata la protagonista.
Il suo primo contrattacco a dei bruti che cercano di aggredirla sembra troppo una mossa in stile Kill Bill, cosa che stona decisamente con il personaggio. Va bene sapersi difendere e rivelare doti inattese, ma essere un ninja sotto mentite spoglie mi sembra un po’ troppo.

Inoltre, come dicevo, la seconda parte del romanzo, incentrata sull’enigma delle donne uccise, oltre ad essere un po’ prevedibile nella sua risoluzione (ma questo potrebbe anche starci), mette in scena molti eventi, azioni, a discapito dell’approfondimento della protagonista.
Ossia, Pietra si appiattisce un po’ come personaggio, non troviamo più la sua interiorità e psicologia a dominare le pagine: la serie di avvenimenti avrebbero potuto avere lei come chiunque altro come protagonista, mentre è proprio la sua figura, il suo animo, la sua crescita interiore che avrebbero dovuto guidare la storia anche in questa parte.

Un peccato, perché Pietra è un bellissimo personaggio, ma sembra diventare, appunto, una persona qualunque man mano che scorrono le pagine.

My rating: 3.5/5

Lorenzo Beccati
Pietra è il mio nome
Ed. Nord

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