Helen Oyeyemi, “Boy, Snow, Bird”

L’ultimo romanzo di Helen Oyeyemi, Boy, Snow, Bird, è un retelling molto particolare della classica fiaba di Biancaneve, ambientato negli Stati Uniti negli anni in cui era ancora dominante la discriminazione razziale.

Il libro inizia con il raccontare la storia di Boy, una ragazza di Manhattan, che dopo aver sopportato per vent’anni le angherie del padre sadico, il Rat Catcher, scappa di casa, prende il primo autobus per finire in una piccola cittadina del Massachusetts.
Qui, disorientata, finisce in una pensione con un gruppo di altri giovani donne e troverà lavoro in una libreria gestita dalla imperiosa signora Fletcher, frequentata tra l’altro da un gruppo di ragazzi di colore che talvolta saltano la scuola per leggere i libri esposti.
Nonostante alcuni screzi iniziali, Boy finirà per sposare Arthur Whitman, vedovo e già padre di una bambina, Snow, che riscuote l’ammirazione incondizionata di tutti.
Alla nascita della figlia di Boy e Arthur, Bird, verrà a galla il terribile segreto della famiglia Whitman, cosa che costringerà la madre ad allontanare Snow per mandarla a vivere con dei parenti in Mississippi.
Da qui il focus si sposta sulla vita delle due sorellastre, le quali, nonostante la loro separazione, intesseranno un forte legame.

La prima parte del romanzo, incentrata su Boy, mi è piaciuta più delle altre, se non forse la parte finale, che si fa più coinvolgente e accattivante.

Il romanzo, comunque, nel suo complesso, è molto bello e deliziosamente scritto, una sorta di storia familiare vista e vissuta attraverso occhi femminili di una madre-matrigna, la figlia adottiva e la figlia naturale.

E se il tema della famiglia è uno dei nuclei del romanzo, esso è presupposto anche per suggerire il tema del riconoscimento di sé, della propria appartenenza e radici.

Le tre protagoniste, infatti, hanno questo in comune: devono scoprire le proprie origini, accettare il proprio passato, comprendere se stesse per arrivare alla consapevolezza, per cercare il proprio posto nel mondo e (ri)tessere i legami familiari – perché dal proprio mondo, alla fine, non si può sfuggire né scappare per sempre e conoscerlo, accettarlo, è la via per diventare una persona completa.
Nella narrazione questo torna, in maniera quasi ossessiva, grazie al simbolo degli specchi, del vedersi (o non vedersi) in uno specchio, quasi lo specchiarsi sia strumento di vera autoconsapevolezza, che non sempre dà le risposte volute, ma indizi sul percorso interiore da seguire per capire se stessi.

L’autrice mirabilmente, soprattutto nell’ultima parte del libro, riesce a sovrapporre triangoli di relazioni (la principale, tra Boy, Snow e Bird, ma non solo) in questa ricerca, suggerendo che esiste una possibilità di redenzione da un passato doloroso di abbandono e ingiustizie, dalla perdita di identità.

Un romanzo molto interessante, dallo stile notevole, che mette in luce ancora una volta la bravura di questa autrice.

My rating: 4/5

Helen Oyeyemi
Boy, Snow, Bird
Ed. Picador

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2 pensieri riguardo “Helen Oyeyemi, “Boy, Snow, Bird”

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