Snowpiercer (2013)

Snowpiercer, film del regista coreano Joon-ho Bong, arrivato al cinema di recente e bistrattato dalla distribuzione italiana (sigh!), è un adattamento del fumetto francese Le Transperceneige.

Siamo nell’anno 2031 e la storia è ambientata in un futuro postapocalittico, allorché la terra sta vivendo una nuova glaciazione e gli ultimi superstiti si trovano a bordo dello Snowpiercer, treno altamente tecnologico e piccolo ecosistema autosufficiente, che grazie a un motore eterno, continua a viaggiare intorno al mondo e garantire al contempo la sopravvivenza della specie umana – una sorta di novella arca di Noè, insomma.

Gli abitanti del treno conducono stili di vita disparati a seconda della loro collocazione sul veicolo − quelli davanti sono i più benestanti, che vivono nel lusso, fino a coloro che sono situati in coda, sottoposti a un’esistenza terribile, povera e di oppressione.
Il treno, in sostanza, è stato concepito come un microcosmo che rispecchia, semplificandola, la stratificazione che esiste nelle società capitalistiche contemporanee − il ricco nella parte anteriore, i poveri nella parte posteriore, una serie elaborata di porte per dividerli in modo da mantenere il sistema sotto controllo.
Saranno (ovviamente) gli occupanti della coda, guidati da Curtis, dopo aver subito l’ennesima angheria, a insorgere e tentare di prendere il controllo del treno.

Coloro che hanno familiarità con il fumetto troveranno parecchi elementi differenti.
La storia originale, ad esempio, con i suoi disegni in bianco e nero rendeva molto di più il senso di disperazione degli abitanti della coda, le cui condizioni rimandavano metaforicamente ai treni dell’Olocausto.

I personaggi del treno di Bong sono allo stesso tempo meno complicati e più indisciplinati, e la storia altrettanto piena di colori vivaci e dettagli eccentrici.
Il film comunque è una buona pellicola, un feroce, rapido dramma d’azione con un cast di stelle internazionali.
La narrazione richiama gli elementi distopici classici del genere (oppressione, rivolta, classismo, la divinizzazione di Wilson, ambiente inospitale, ecc.), passando in un primo momento da una storia cupa di oppressione e disordini di classe, per trasformarsi in seguito in una satira brillante, punteggiata da sparatorie stravaganti e combattimenti assortiti, prima di tornare verso il finale ad atmosfere più pensierose.

La vera sfida (e novità) è rappresentata invece dall’ambientazione, e il regista, perfettamente consapevole di questo elemento originale e vincente, riesce a sfruttarla in modo davvero abile.
I singoli vagoni sono progettati in modo geniale, ciascuno contraddistinto da ambienti diversi a distillare in modo succinto una capsula della nostra cultura, e lo spettatore corre in modo quasi claustrofobico da una parte all’altra del treno, del tutto assorbito non tanto e solo dagli accadimenti, ma dallo scorrere di ambienti e topoi che vivacemente e sfacciatamente gli vengono presentati, non senza qualche sporadico sguardo al mondo di fuori, morto e immobile sotto ghiacci e nevi perenni.
E benché gli effetti speciali del panorama esterno soffrano di una messa in scena palesemente artificiale, nel complesso si ottiene un sicuro effetto.

La storia in sé ha qualità fluttuanti, tanto da lasciare sconcertati in alcuni momenti, ma altrettanto garantisce un’esperienza avvincente.
Il film, infatti, tanto è cupo e denso di contenuti (alcuni solo potenziali), quanto è strano, costellato di assurdità che lo rendono ironicamente tagliente e grottesco, quasi, a volte, la corsa verso il motore eterno non sia una ricerca di salvezza e libertà, ma la discesa nell’abisso della follia.

Snowpiercer è complessivamente un buon film costellato di grandi cose, di sicuro originale per quanto strano 8lo ripeto, lo so, ma è l’impressione più radicata che mi ha lasciato), dal momento che l’impressione generale, che ancora non riesco del tutto a definire e focalizzare, sembra essere un qualcosa di serio e folle al contempo, satirico e sarcastico, un voler portare sullo schermo temi di una certa levatura, ma sottendere parallelamente il loro lato tragico quanto quello grottesco, senza dare risposte a domande di salvezza che forse non ci sono… Se non nel passaggio alle generazioni future.
Una sorta di tragicommedia contemporanea.

My rating: 8/10

Snowpiercer
2013
Regia: Joon-ho Bong

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2 pensieri riguardo “Snowpiercer (2013)

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