Europa Report (2013)

Film di fantascienza indipendente e a low budget, Europa Report si conferma una storia d’eccezione, di alto livello qualitativo per i suoi contenuti.

Il film è trae spunto dalla scoperta nel 2011 dell’acqua sotto i ghiacci di Europa, il quarto satellite naturale del pianeta Giove, e racconta la storia di una spedizione spaziale alla ricerca di ulteriori prove al riguardo, in particolare per verificare se possa esserci qualche forma di vita prelevando dei campioni di superficie e materia sotterranea.

Già entro i primi 10 minuti, si capisce che la missione ha avuto un esito diverso dalle attese, forse addirittura tragico, allorché l’equipaggio perde tutte le comunicazioni con la Terra.
A poco a poco, viene rivelato cos’è accaduto, la lotta degli astronauti e scienziati a bordo per sopravvivere all’ignoto, attraverso una narrazione in forma di documentario che alterna news televisive, interviste personali con gli scienziati che hanno finanziato la spedizione, filmati di quanto accaduto che consistono in una sorta di found footage (registrazioni fatte a bordo della nave spaziale o direttamente dal casco delle tute).

Grazie a questa tecnica di montaggio e alla bravura del cast, si assiste, impotenti e rapiti, alle ultime ore della missione e del destino dei singoli astronauti a bordo.

Oltre al modo in cui il film è strutturato, che rende la storia estremamente realistica quasi stessimo assistendo a un reale documentario, colpisce la specificità del gergo scientifico utilizzato, benché mai diventi oscuro o incomprensibile al pubblico.

La tensione si mantiene ad alti livelli minuto dopo minuto – ma è un tipo di tensione prettamente emotiva, che fa respirare, gioire o dolersi per ogni singolo istante trascorso a bordo.
Gli attori, infatti, sono particolarmente naturali e credibili nei loro ruoli e riescono a trasmettere in modo estremamente vivido le loro emozioni.
Una delle differenze tra questo film e altri simili sta proprio nell’intensità incredibile con cui sono ritratti i personaggi e il loro sentire, la forza con la quale esso ci viene trasmesso.
Non si può non esultare insieme all’equipaggio per le rivoluzionarie scoperte, rimanere incantati alla vista dello spazio o del pianeta, commuoversi per i loro sacrifici e la situazione drammatica in cui si ritrovano.

Inoltre, le immagini di Europa e della vastità dell’universo sono bellissime, una perfetta e toccante cornice, momenti di memorabile contemplazione, che rendono ancor più profonda e controversa la domanda di fondo che sembra alleggiare per tutto il film: qualcosa che contribuisca al miglioramento dell’umanità vale il rischio, il sacrificio del singolo individuo?

Il silenzio e la solitudine dello spazio, l’individuo di fronte all’ignoto portano alla mente pellicole come Moon, 2001: Odissea nello spazio, Gravity.

In particolare, ponderando sui film più recenti di esplorazione dello spazio, mi è risultato inevitabile constatare come alcuni registi abbiamo parzialmente abbandonato la strada dell’antropocentrismo e dell’uomo invincibile che va alla scoperta e conquista di frontiere ignote, per riflettere sui limiti e la fragilità dell’uomo, sulle sue potenzialità ma anche sulla sua piccolezza di fronte all’universo. E se la scienza è uno strumento straordinario di conoscenza, in ultima analisi essa non riesce a spiegare questo immenso senso di bellezza di fronte al cosmo e alla vita, né la paura e la solitudine di ritrovarsi in un ambiente altro, avverso, nel quale l’essere umano è uno straniero.
Una sorta di ripiegamento intimo, quindi, un ritorno dell’uomo a se stesso, forse dal sapore della vecchia fantascienza dei primordi per alcuni aspetti, ma di sicuro di maggior impatto emotivo e che dà mille spunti di riflessione.

My rating: 8.5/10

Europa Report
2013
Regia: Sebastián Cordero

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