Daniel Abraham, “A Shadow in Summer (Long Price Quartet, #1)”

Uno dei tanti misteri dell’editoria italiana è perché Daniel Abraham sia stato pressoché ignorato, mentre è una delle penne del fantastico (fantasy e fantascienza) migliori del panorama internazionale.
A Shadow in Summer, primo romanzo della serie Long Price Quartet, è una storia in stile fantasy epico con ambientazione orientaleggiante, originale, non banale nei contenuti e che mostra il talento dell’autore – considerando che fu una delle sue prime prove.

Secoli fa, il Vecchio Impero fu distrutto da una guerra civile, guidata da una sorta di “maghi” conosciuti come poeti, ovvero coloro in grado di brandire il potere delle idee (l’andat) dando loro forma e volontà. Nella città di Saraykeht, il poeta locale utilizza l’andat per tenere sotto stretto controllo potere e commercio, benché forze esterne e intrighi stiano tramando per prendere il potere.
In questo contesto, si innesta la vicenda di Otah Machi, una volta allievo dei poeti, ma che rifiutò l’ingresso all’ordine e che nella sua fuga finirà a sud verso proprio la città di Saraykeht.
Nel frattempo, un altro studente dei poeti, Maati, arriva in Saraykeht, per un’importante missione. Entrambi gli uomini si troveranno coinvolti in una cospirazione agghiacciante architettata per distruggere il potere dell’andat una volta per tutte.

Fondamentalmente si tratta di una storia di come un tragico cambiamento impatti sulla società, ma al contempo possa creare nuove opportunità.
La trama tocca tematiche come la guerra, l’amore, l’amicizia, il tradimento, il potere, ciascuna esaminata attraverso lo sviluppo e le motivazioni che portano ad agire i personaggi, che decisamente si discostano dagli stereotipi del classico fantasy.
La trama si dipana abbastanza lentamente, ma è un elemento voluto, in quanto il focus non è tanto sull’azione, ma sull’interiorità dei protagonisti, delle loro scelte, dei loro valori.

Il sistema “magico” dell’andat e il legame con i poeti è molto interessante ed estremamente innovativo.

Originale e significativo anche tutto il sistema delle “posture” assunte dai personaggi: alla base della cultura immaginato dall’autore vi è l’idea che certi gesti trasmettono un preciso significato, spesso sottomissione e scuse, cosa che che oltre ad aggiungere un sapore di tipo confuciano all’ambientazione, può anche simboleggiare le costrizioni sociali di una società e dei ruoli che ogni singolo è costretto ad assumere.

I personaggi sono ben sviluppati, soprattutto dal punto di vista emotivo – e proprio le emozioni con le quali avranno a che fare rendono il romanzo non una lettura leggera, ma profonda, anche per il tono un po’ malinconico che aleggia pagina dopo pagina, soprattutto in alcune descrizioni e riflessioni.

Innovativo è soprattutto il worldbuilding.
Ambientazione e personaggi richiamano la cultura orientale (cinese e giapponese): nel comportamento e nello stile, indossando tuniche e cercando le cose belle della vita (tè, vino, seta); allo stesso modo, abbiamo giardini ornamentali come quelli di Kyoto o di Suzhou, che inoltre hanno una precisa funzione nella politica di Saraykeht.

Essendo il primo romanzo di Abraham, si nota qualche acerbità, ad esempio talvolta lo svolgersi della narrazione sembra un po’ troppo costruita dall’autore che un naturale svolgersi degli eventi.
Tuttavia, la trama è compatta e razionalmente ordinata.

A Shadow in Summer è un romanzo promettente, una storia basata sull’interazione tra caratteri e sull’emozione piuttosto che sull’azione dinamica, ma non per questo la storia è noiosa, anzi, offre un sacco di spunti profondi e interessanti, riflessioni sull’ambivalenze del potere e dell’andat stesso – che ha del meraviglioso come tutte le cose “magiche”, ma è anche uno strumento potente di manipolazione.

My rating: 4/5

Daniel Abraham
A Shadow in Summer (Long Price Quartet, #1)
Ed. Tor Books

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3 thoughts on “Daniel Abraham, “A Shadow in Summer (Long Price Quartet, #1)”

  1. Il mondo si definisce man mano che procedono i romanzi; ma il vero tocco di genio, a mio parere, è lo svolgersi della quadrilogia in un lunghissimo arco di tempo, rendendola la cronaca della vita di due uomini, dall’infanzia alla morte.
    Bellissimo.

    1. Se non le leggo di fila, mi perdo… Almeno quelle concluse, dovrei finirle subito (… già ho Martin che mi fa dannare ;)).

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