The Killing, Prima e Seconda Stagione

Pur essendo appassionata di serie tv a tema crime/detective/thriller, riconosco che tante ormai seguono uno sviluppo consolidato e poco innovativo, cosa che le rende dopo poche puntate un po’ noiose.
The Killing, invece, ha un sacco di elementi che la rendono una grande serie, che coinvolge fin dalla prima puntata, colpendo dritto sui sentimenti messi in gioco, sulle relazioni tra i personaggi, non solo sul caso da risolvere.

Who killed Rosie Larsen?”: questo il filo conduttore, a volte quasi ossessivo, che percorre la prima e la seconda stagione della serie, incentrate sull’omicidio di un adolescente di Seattle.

Già, benvenuti a Seattle, dove la pioggia è una costante – così come il tema dell’acqua, che sia appunto pioggia, mare, insenature. Questa pioggia incessante che sembra percorrere e sottolineare l’agonia di una famiglia che ha appena perso la figlia, che non riesce a lavare le brutture di una società dai retroscena violenti e brutali, che rende ancor più pregnanti i silenzi, malinconiche tante scene.

Il personaggio centrale è la detective della omicidi Sarah Linden, chiamata sulla scena del crimine proprio durante quello che dovrebbe essere il suo ultimo giorno di lavoro, prima di trasferirsi in California col figlio Jack e sposare il fidanzato.
Ma l’omicidio della diciassettenne Rosie si rivela ben più complesso di quanto sembri, un vero vaso di Pandora che andrà a toccare ogni ambiente e grado sociale.
Accanto a Linden, c’è il suo nuovo partner, Stephen Holder, ex detective della narcotici.
Entrambi sono una strana coppia fin dall’inizio, entrambi con un passato pesante alle spalle.
I due personaggi, per quanto tanto diversi, sono straordinari, non si può non essere totalmente catturati da entrambi.
Mi è piaciuta moltissimo Sarah Linden, con le sue gomme da masticare, jeans e maglioni di lana pesante, capelli raccolti, uno sguardo sempre serio al limite della tristezza – tanta tenacia, ma anche un mondo di sofferenza accumulato dentro.

Parallelamente all’omicidio, si svolgono e intrecciano storie altre, come la vita della famiglia Larsen, le elezioni per il nuovo sindaco della città, intrighi politici, segreti di vari personaggi.

Ogni puntata segue all’incirca una giornata dopo l’omicidio della ragazza e non manca mai un colpo di scena, una pista che si dimostra falsa, la complessità dei personaggi e delle loro esistenze.

Più che sul delitto, ci si sente coinvolti proprio dai sentimenti e dalle vite dei personaggi, soprattutto dal dolore di cui è carica ogni esistenza dietro facciate apparentemente normali, ma ancor più quando qualcosa si frantuma, e il dolore e la rabbia non riescono a riempire il vuoto lasciato dalla vittima di un omicidio.

Gli autori della serie sono riusciti a regalare ore di intrattenimento non fine a se stesse, ma accompagnate da un cast memorabile e una profonda riflessione su tematiche sociali.

Una serie imperdibile, che non lascia indifferenti, sotto nessun punto di vista.

My rating: 9/10

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