Belle e Sébastien (2013)

È il momento dei remake nostalgici (sintomo che l’età galoppa?): dopo il film di Capitan Harlock, ecco sullo schermo Belle e Sébastien, che non potevo perdere (sono corsa il fine settimana scorsa appena uscito), sempre in nome della mia infanzia più che per motivi oggettivi.

Belle et Sébastien è un romanzo di Cécile Aubry che narra di un bambino di sei anni di nome Sébastien e del suo cane Belle, che vivono in un villaggio delle Alpi francesi vicina alla frontiera con l’Italia. Sébastien vive con il nonno adottivo, poiché la madre, una rom, è morta dopo averlo dato alla luce nel tentativo di attraversare il confine il giorno di San Sebastiano.
Dal romanzo è stata tratta una serie televisiva francese nel 1965 e una versione anime giapponese all’inizio degli anni ‘80.

Arriviamo quindi a quest’ultima versione cinematografica, che punta ad un pubblico prevalentemente familiare, benché l’ambientazione nel 1943, in pieno periodo bellico e nazista, e l’aggiunta della trama dei fuggitivi (spesso ebrei) che cercano di valicare le montagne verso la neutrale Svizzera, sono elementi che danno una tinta più impegnata alla pellicola.

Il fulcro della trama si concentra sull’incontro tra Sébastien e Belle, che vagava per le montagne ed era chiamata “la bestia”, poiché incuteva grande timore, e le prime avventure che i due affrontano insieme nel piccolo paese alpino.
Il bambino e lo stupendo esemplare di pastore da montagna dei Pirenei stringono un fortissimo legame di amicizia, complicità e protezione reciproca.

La prima caratteristica che colpisce è rappresentata senza dubbio dai paesaggi mozzafiato, filmati nella valle della Haute Maurienne-Vanoise della regione del Rodano-Alpi in Francia 8amo questo Paese sempre di più!).
Il tipo di inquadratura e la grande quantità di esterni ripresi dal vivo danno alla pellicola un sapore classico, di film girato qualche decina di anni fa, oltre a rendere in maniera eccelsa il silenzio e la bellezza dei luoghi, ma anche l’asperità e la durezza della vita montana.
Sembra, anzi, che la vera protagonista sia proprio la natura, il suo fascino incontaminato, la sua forza dirompente, lasciando nello spettatore un impatto visivo ed emozionale significativo.

La visione del film è assolutamente piacevole, grazie anche al cast eterogeneo e ben affiatato, la sceneggiatura fresca che dà spunti nuovi di rilettura dell’originale.
Riesce a ricordare la classica fiaba per bambini, mai sciatta o scontata (nonostante qualche ingenuità), ma anche essere densa di contenuti e contenere scene drammatiche e toccanti.

Di sicuro non è il grande film di azione hollywoodiano, anzi, viene giocato su ritmi che in apparenza possono sembrare un po’ lenti, ma in realtà non sono altro che i tempi della natura, del villaggio montano e dell’interiorità. Personamente ho trovato la visione coinvolgente, calorosa oserei dire – tra ricordi nostalgici, scene meravigliose e commoventi, una colonna sonora perfetta.

My rating: 7.5-8/10

Belle e Sébastien
2013
Regia: Nicolas Vanier

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