Laura Lam, “Pantomime (Pantomime, #1)”

Mi trovo abbastanza combattuta di fronte a Pantomime, romanzo di debutto di Laura Lam.
Il romanzo è assolutamente originale, fresco, traboccante di fantasia e scritto bene. D’altra parte, la storia in sé per me è stata un po’ deludente.

I primi capitoli mi hanno subito affascinato: siamo introdotti al mondo fantastico di Ellada e allo sfavillante circo di R.H. Ragona.
L’autrice descrive ricrea mirabilmente l’atmosfera del circo, ma soprattutto di questo circo assolutamente particolare, popolato da creature a volte grottesche, a volte magiche, ma sempre stupefacenti, ricco di spettacoli di ogni genere.
Si percepisce grande originalità e vero sense of wonder, e nonostante l’andamento di questa prima parte sia essenzialmente descrittivo, mi ha tutt’altro che annoiata.
Anzi, avrei voluto conoscere molto di più anche della storia di Ellada e soprattutto di queste creature, spesso mutazioni genetiche, così peculiari.

Con queste premesse, io mi aspettavo una storia incentrata sul circo, su qualche mistero, magia o accadimento legato ad esso o ai suoi personaggi.
Invece, la storia principale è tutt’altro.

Il fulcro narrativo, infatti, giocato tra capitoli ambientati nel presente e altri nel passato, è il personaggio di Micah Grey/Iphigenia Laurus, in realtà un’unica persona, una sorta di “ermafrodito” potremmo dire, e il suo struggimento nel prendere consapevolezza di ciò che è e ciò che vuole essere, diventare.
Si tratta, pertanto, di una storia di ricerca del sé con qualche elemento fantastico.

Non se perché appunto mi aspettavo tutt’altro, ma per quanto ben caratterizzato, non sono riuscita a trovare grande interesse per lo sviluppo del protagonista e la sua vicenda. Forse se si fosse puntato maggiormente sull’enigma del suo essere, già avrei gradito di più.

My rating: 3.5/5

Laura Lam
Pantomime (Pantomime, #1)
Ed. Strange Chemistry

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4 thoughts on “Laura Lam, “Pantomime (Pantomime, #1)”

    1. E’ presente anche il tema lgtb, ovvero c’è una ricerca della propria identità (fisica, oltre che interiore), ma il protagonista non è un uomo o una donna, bensì ermafrodita.

    1. Il worldbuilding è di sicuro effetto, affascinante.
      Anche se, secondo me, non è perfettamente riuscito, ha il merito di essere un romanzo originale.

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