Matthew Quick, “Sorta Like a Rock Star”

Io e l’autore Matthew Quick non abbiamo un buon feeling.
Dopo non essermi per nulla piaciuto Forgive me, Leonard Peacock, ho tentato con Sorta Like a Rock Star, titolo alquanto accattivante.
Pur avendolo apprezzato di più dell’altro e riconoscendo che la scrittura è senza dubbio buona, non riesco ad entrare in reale empatia e contatto con i suoi personaggi, per un motivo o per un altro.

Protagonista del romanzo è Amber Appleton, che vive insieme alla madre e il suo adorato cane, Bobby Big Boy aka BBB (aka molto altro), su un autobus.
La madre è pressoché senza lavoro e da sempre trascina la figlia dalla casa di un compagno all’altro o in ricoveri di fortuna.
Abbandonata dal padre e con una madre simile, Amber potrebbe essere la classica ragazza disadattata e con seri problemi esistenziali o comportamentali.
Invece, la nostra piccola grande eroina ha uno spirito forte, illuminato, ottimista, sostenuto dalla fede, che cerca il meglio nelle persone e aiuta chiunque può.
Dopo la morte della madre in circostanze violente, Amber, accolta in casa da una conoscente che è anche un legale, dovrà lottare con se stessa per elaborare la perdita, il lutto e tornare a credere in se stessa e nelle sue potenzialità.
Nella seconda parte del romanzo, assistiamo proprio alla rinascita di Amber. Gentili lettori preparate i fazzoletti (oppure un sacchetto per il rigurgito, a seconda dei gusti personali), perché vi troverete di fronte a una ragazzina che persino la celeberrima Pollyanna arriverebbe ad invidiare.
Amber infatti ritroverà tutto il suo sfavillante e cinguettante ottimismo, fede, speranza ecc. ecc. ecc., e, amata e aiutata da tutti, sarà pure baciata da un evento fortunato – che ovviamente si merita perché ha il cuore più buono del mondo.

Come accennavo inizialmente, la storia è narrata bene e il personaggio di Amber fino a metà ben sviluppato. A mio parare, per quanto sciroppo di glucosio si voglia aggiungere, l’ultima parte è un po’ forzata e inverosimile: una ragazza, per quanto positiva e forte, ha bisogno di più tempo e risorse interiori per elaborare la perdita della madre e superare un’esistenza simile.

Il messaggio che questo romanzo vuole trasmettere è l’importanza della forza interiore, di aprirsi agli altri, all’ascolto, a porgere una mano, anche quando si ha poco, perché la ricchezza e crescita interiori sono le cose più importanti.
Tuttavia, l’ottimismo di Amber è esagerato, ai limiti (oltre che del melenso allo stadio terminale) dell’improbabile, tanto più che si tratta di un’adolescente che ancora deve maturare una propria autonomia. La protagonista avrebbe potuto sì risollevarsi e avere l’appoggio degli amici e delle persone alle quali era stata sempre vicino, ma non in modo così roseo, pimpante ed sovradimensionato.

Spesso mi sembrava più di assistere a una pubblicità del fu Tonino l’Ottimista che seguire un percorso di formazione di un’adolescente.

Tutto sommato non negativo e scritto gradevolmente, forse non sono la persona adatta a trovarmi davanti un personaggio come Amber “Princess of Hope”.

My rating: 3-/5.

Matthew Quick
Sorta Like a Rock Star
Ed. Little, Brown Books for Young Readers

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