Michael Rowe, “Wild Fell”

Wild Fell, secondo romanzo di Michael Rowe, ci porta sulle rive desolate di Blackmore Island, dove svetta la grande residenza di Wild Fell, costruita da una ricca famiglia nel XIX secolo e da sempre dimora misteriosa e inquietante, che anno dopo anno ha sigillato all’interno delle sue ormai fatiscenti mura silenzi e terribili segreti.
Gli abitanti di Alvina, piccolo centro abitato non lontano dall’isola, dopo tanti misteriosi e terribili eventi che hanno colpito le famiglie che hanno osato anche solo avvicinarsi alla vecchia casa, hanno voluto pressoché dimenticare il passato, sperando che quella sorta di maledizione non si ripresentasse mai più.

Jameson Browning, dopo eventi difficili che hanno lo hanno profondamente segnato, è rimasto affascinato dalla vecchia e imponente magione di Blackmore Island e ha deciso di acquistarla per iniziare una nuova vita.
Mai avrebbe pensato che ciò che lo attende è imbattersi nell’oscurità, nei misteri e nelle presenze che vi sono celati.

Devo ammettere che il romanzo è scritto alquanto bene ed è più che leggibile, tuttavia mi ha lasciato non poche perplessità.

Il libro inizia con un lungo prologo che ha per protagonisti due giovani di Alvina degli anni ’60 e in qualche modo serve per introdurre gli elementi sovrannaturali e l’aura tetra e fatale che circonda Blackmore Island.
In seguito troviamo il nostro protagonista, Jamie, del quale si inizia a raccontare l’infanzia e in particolare la misteriosa e inquietante presenza che abita un suo specchio di casa.

Il passaggio tra il prologo e questa prima parte è alquanto brusco e non si riescono a capire i punti di contatto tra le due sezioni.
Tuttavia, si presume di comprendere qualcosa oltre e l’infanzia di Jamie, la sua Mirror Friend e i terribili eventi che accadono sono abbastanza avvincenti e tengono con il fiato in sospeso nell’attesa di vedere cosa accadrà poi.

Il fatto è che ad un certo punto c’è un nuovo brusco salto e troviamo Jamie adulto, al quale sono dedicate pagine e pagine per raccontare cosa ha fatto nella vita.
Questo mi ha un po’ destabilizzato.
Ero catturata da quanto stava accadendo a Jamie bambino che mi sarei aspettata un proseguo della storia che prima o poi riallacciasse le fila con il prologo.
Invece, nulla, anzi, questa lunga parte smorza completamente il climax del romanzo.

Le cose si animano di nuovo un po’ nell’ultima sezione, quando Jamie arriva ad Alvina, acquista la casa di Blackmore Island e viene a contatto con i misteri e le presenza che la abitano.

Tuttavia, a livello stilistico, mi spiace notare che, in primo luogo, la lunga battuta d’arresto nel filo della narrazione mi aveva già fatto perdere un po’ di interesse nella storia (oltre a continuare a chiedermi quando mai si sarebbe chiarito qualcosa di alcune tracce lasciate nei capitoli dedicati a Jamie da piccolo); in secondo luogo, gli eventi e la drammaticità dei fatti è troppo descritta e poco fatta vivere, risaltare.
Sembra di leggere una cronaca degli eventi, non di assistervi in prima persona, cosa che rende il tutto non troppo coinvolgente.

Certo è che, se pensiamo ai romanzi di stampo gotico, spesso si ritrova questa caratteristica, ma in Wild Fell c’è solo parzialmente lo stampo goticheggiante: completamente assente, ad esempio, nel linguaggio, vi sono dei richiami per quanto riguarda la vecchia casa, i fantasmi, ecc.

Insomma, vi erano molti spunti intriganti e potenzialmente una storia interessante e ad alto contenuto di suspense, invece, nonostante la buona scrittura e un finale non del tutto prevedibile, si avverte poco un vero climax, momenti da fiato sospeso o brivido per la schiena.
Eppure sarebbe bastata la riscrittura di alcune parti e un taglio alla sezione centrale per renderlo già più stuzzicante.

My rating: 3.5/5

Michael Rowe
Wild Fell
Ed. ChiZine Publications

***Thanks to Netgalley and to the publisher for providing me a free copy of this book in exchange for an honest review.

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