Sarah Monette, “Somewhere Beneath Those Waves”

Beyond the window, snow fell like frozen drops of poison.

L’antologia Somewhere Beneath Those Waves raccoglie venticinque racconti, non inediti, di Sarah Monette.

Alcune storie sono brevissime, solo un paio di pagine, altre sono invece sviluppate più ampliamente, ma tutte sono accomunate da una buona qualità narrativa, una prosa poetica, onirica e vivida, tematiche che prediligono tinte fosche, a volte perché inquietanti altre in quanto quasi orrorifiche.
Questa sorta di “senso di orrore”, tuttavia, nasce da una rarefatta sensazione di timore per qualcosa che aleggia, si annida tra la realtà e altri mondi, e che può rimanere celato oppure rivelarsi apertamente.
È soprattutto l’atmosfera che l’autrice sa intessere, a far sognare o rabbrividire – o entrambe le cose contemporaneamente.

Nel suo complesso, questa è una collezione intensa, ben strutturata e assemblata in un insieme coerente, che comunque non trascura la varietà dei soggetti e dei toni delle singole storie.
Il lettore può così assaporare ogni racconto in sé, ma anche ricercare nell’insieme sottili collegamenti intertestuali, risonanze tematiche ed emotive.

Viene esplorata una vasta gamma di sentimenti, dai più desolati e cupi ad altri più aulici ed edificanti, tutti però riportati a protagonisti che sono per la maggior parte delle persone non comuni, diverse o estranee al contesto sociale in cui si ritrovano.

Temi quali l’amore, i rapporti familiari e interpersonali, la paura, l’infanzia, il trascorrere del tempo, il dolore, la perdita, si arricchiscono di sfumature fantastiche, talora più maestose e altre volte più lugubri, fondendo i piani della realtà, di universi altri, del sogno, delle angosce individuali e collettive.

Il primo racconto, Draco Campestris, è quello che prediligo, che mi ha colpito di più. È estremamente evocativo, nostalgico, ricco di immagini affascinanti.
Altri racconti che ho particolarmente apprezzato sono Queen of Swords, Letter from a Teddy Bear on Veterans’ Day, The Watcher in the Corners, Somewhere Beneath Those Waves Was Her Home, Darkness, as a Bride, Katabasis: Seraphic Trains.

Una raccolta che sa trasportare altrove, un altrove che può essere meraviglioso o terrorizzante, spesso malinconico, attraverso storie nelle quali, in fondo, si può ritrovare sempre un briciolo del proprio io interiore, del proprio sentire – tra gioie, sofferenze, sogni, timori.

It is said in those districts that not all the trains which run on the city’s tracks are listed in Metropolitan Transit’s compendious schedule. The residents will tell you that after midnight, on some nights, there will be other trains, trains whose cry is different, the bellow of some great beast fighting for its life. And if you watch those trains go past, behind those bright flickering windows you will see passengers unlike any passengers you have seen when riding the trains yourself: men with wings, women with horns, beast-headed children, fauns and dryads and green-skinned people more beautiful than words can describe. In 1893, a schoolteacher swore that she saw a unicorn; in 1934, a murderer turned himself into the police, weeping, saying that he saw his victims staring at him from a train as it howled past the station platform on which he stood.
These are the seraphic trains. The stories say they run to Heaven, Hell, and Faërie. They are omens, but no one can agree on what they portend. And although you will never meet anyone who has seen or experienced it, there are persistent rumors, unkillable rumors, that sometimes, maybe once a century, maybe twice, a seraphic train will stop in its baying progress and open its doors for a mortal.
Those who know the story of Thomas the Rhymer—and even some who don’t—insist that all these people, blest or damned as they may be, must be poets.

My rating: 4.5/5

Sarah Monette
Somewhere Beneath Those Waves
Ed. Prime Books

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2 thoughts on “Sarah Monette, “Somewhere Beneath Those Waves”

    1. Potrebbe non essere male come romanzo. Lo stile dell’autrice è di sicuro buono, almeno così ha dimostrato in questi racconti.

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