James Dashner, “The Maze Runner (The Maze Runner, #1)”

The Maze Runner di James Dashner è un romanzo originale e traboccante di azione, che tiene incollati alle pagine dalla prima all’ultima.

L’inizio è carico di trepidazione: un giovane ragazzo, Thomas, si sveglia in una sorta ascensore, un box metallico, che lo sta trasportando verso l’alto.
Arriva quindi in una distesa erbosa, “the Glade”, dove vivono da un paio d’anni altri ragazzi, impossibilitati ad uscire poiché il luogo in cui si trovano a vivere, deprivati inoltre di tutti i loro ricordi antecedenti, è in realtà un immenso labirinto infestato da creature mostruose e spietate.

I primi capitoli introducono lentamente al nuovo mondo nel quale Thomas è catapultato, disorientato e ignaro di quanto lo circonda e dei motivi per i quali si trovi lì.
Lo smarrimento del protagonista va di pari passo con quello del lettore, che prova la stessa sensazione di straniamento, angoscia, tensione, e cerca di carpire ogni dettaglio utile per avere un quadro più completo della situazione.
Questo espediente narrativo è molto coinvolgente, rende perfettamente lo stato d’animo del personaggio e la sua scoperta graduale della nuova realtà che lo circonda – e minaccia.

Inoltre, le prime descrizioni del labirinto sono estremamente misteriose e affascinanti.
Le immense pareti moventi sono rese vividamente, danno il senso di qualcosa di maestoso, indecifrabile, inquietante, un luogo che è contemporaneamente rifugio ma anche prigionia, pericolo, morte.

Altrettanto interessante è l’introduzione ai neologismi che i ragazzi hanno inventato, quasi fossero davvero una nuova tribù in un mondo differente ove creare un diverso e nuovo tessuto sociale.
Spunti antropologici stimolanti, dunque, che danno alla storia una profondità maggiore e ricchi spunti di riflessione.

La storia prosegue presentando diversi personaggi, come i ragazzi sopravvivono e sono organizzati, in particolare qual è il ruolo dei “runner”, gruppo a cui Thomas vuole unirsi il prima possibile per trovare una via d’uscita.

I personaggi sono in genere ben caratterizzati e sviluppati.
L’unico che mi è sembrato alquanto piatto è la sola fanciulla del gruppo, Teresa.
La ragazza si evince immediatamente avere un qualche collegamento speciale con Thomas ed essere in qualche modo solo, o soprattutto, uno strumento per scoprire come uscire la labirinto. Tuttavia, a mio parere, poteva essere caratterizzata meglio, in modo meno bidimensionale e freddo.

La trama si mantiene sempre su alti livelli di adrenalina, fino alle ultime pagine.
Si è davvero trascinati da questa storia di disperazione e amicizia, solidarietà e sopravvivenza.

Debole, tuttavia, è la parte finale, nella quale tutta la forza, lo spirito, l’ingegno dei ragazzi che cercano accanitamente uno scampo, vengono spazzati via da una soluzione mediocre e che ricorda troppo il tipico “deus ex machina”, lasciando un po’ di amaro in bocca.

La tipologia di storia, ossia un ambiente ostile, un mondo distopico, situazioni da affrontare per uscirne vivi, ricorda sicuramente i tanti romanzi young adult e apocalittico-distopici degli ultimi anni, ma The Maze Runner riesce comunque ad avere una propria identità precisa e idee originali.

A mio avviso questo romanzo è decisamente migliore dal punto di vista delle descrizioni, dell’azione e della suspense che riesce a trasmettere, che relativamente alla qualità narrativa in sé, che effettivamente talora lascia un po’ a desiderare.

Essendo estremamente avvincente, il romanzo risulta comunque piacevole e si legge velocemente. Peccato per qualche pecca che non riesce a farlo essere davvero da cinque stelle.

My rating: 4-4.5/5

James Dashner
The Maze Runner (The Maze Runner, #1)
Ed. Delacorte Book

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