Joe Hill, “NOS4A2”

Conoscevo Joe Hill per la sua strepitosa graphic novel, Locke & Key, così, non appena è uscito il suo nuovo romanzo, NOS4A2, mi sono ripromessa di leggerlo.

È difficile delimitare il libro in un genere ben preciso. Può essere un horror, un thriller, ma è anche qualcosa di molto più complesso e profondo.
L’orrore che mette in scena Hill non è una mera sceneggiatura “paurosa” fine a se stessa, ma sa scavare nelle angosce individuali più profonde, prendendo un respiro più ampio e universale.
NOS4A2 (da leggersi “Nosferatu”) è una storia sulla sopravvivenza, sull’innocenza violata, sul sacrificio.

Per prima cosa, non ci si lasci ingannare dal “Nosferatu”, pensando di avere a che fare con l’ennesimo vampiro di qualche sorta.
Il protagonista “cattivo” a cui si richiama il titolo potrebbe definirsi “vampiro”, ma nel senso di parassita di vite, di anime.
Inoltre, è anche un sottile e ideale richiamo al più celebre Dracula di Bram Stoker e forse anche al Nosferatu della pellicola di Murnau, opere con le quali il romanzo ha ideali punti di contatto.

Nei primi capitoli si seguono parallelamente, tra presente e passato, le storie dei protagonisti, Charles Talent Manx e Victoria McQueen.

La giovane Victoria McQueen, soprannominata The Brat dal padre, ha un dono di cui nemmeno lei ancora si rende ben conto, cioè sa ritrovare le cose perdute.
Quando i suoi genitori le regalano una bicicletta, nello specifico una Tuff Burner Raleigh, per il suo compleanno, si avventura impavidamente e nonostante i divieti attraverso un ponte pericolante, lo Shorter Way Bridge. La strada, tuttavia, non conduce al di là del fiume, bensì nel luogo, ovunque esso sia, ove Vic può trovare gli oggetti perduti.
Un conto, tuttavia, è reperire il braccialetto della madre, un altro capitare dove bambini scomparsi potrebbero essere finiti.
Durante uno dei suoi “viaggi”, Vic incontra una ragazza, Maggie, sorta di bibliotecaria punk assai particolare, che attraverso le tessere di Scrabble dà enigmatiche risposte a qualunque domanda le si ponga.
È proprio Maggie che avverte Vic che un pericolo la minaccia, ovvero il perfido Charles Talent Manx che a bordo della sua vecchia Rolls Royce del 1938, targata NOS4A2, rapisce i bambini portandoli nella fantomatica Christmasland.
Anni dopo, Manx infatti tenterà di rapire Vic, che però riuscirà a salvarsi grazie anche a Lou Carmody, meccanico sovrappeso e fan dei fumetti, facendo arrestare l’uomo malvagio.

Parallelamente seguiamo anche alcuni dei primi rapimenti di Manx, scopriamo come assoldi il fedele e squilibrato Bing Partridge, che diverrà il suo braccio destro come The Gasmask Man, e siamo introdotti a Christmasland, un parco giochi tetro e fantasmagorico, ove Manx vorrebbe radunare tutti i suoi figli (i bambini che rapisce) perché siano felici per sempre.

Le due vicende iniziano ad intrecciarsi allorché Vic è ormai adulta, vive con Lou e loro figlio, Wayne, e misteriosamente in tutt’altro stato viene sottratto il cadavere di Manx, morto da pochi giorni.
Da allora Vic inizia a ricevere inquietanti telefonate che la riportano a quel passato che l’ha segnata per sempre.
Manx, difatti, non ha dimenticato quella ragazzina in bicicletta, anzi, vuole trovare un mezzo per vendicarsi di Vic e troverà il modo peggiore per farlo.

Il romanzo è estremamente appassionante e scritto in modo esemplare.

Charles Talent Manx è personaggio e simbolo allo stesso tempo: criminale pacato e studiato, con le sue maniere e il suo modo di parlare un po’ retro e dandy, è al contempo l’emblema dell’epitome del Male, nel suo essere affabile e tentacolare.
Non per nulla, il luogo ove porta i bambini si chiama Christmasland: qualcosa che richiama l’idea del massimo della gioia, il Natale, del divertimento, della pace, invece diviene una prigionia, un cimitero vivente.
Molto interessante, inoltre, come i tratti di questo parco giochi degli orrori vengano svelato al lettore pezzetto per pezzetto, non tutto in una volta, rendendolo ancora più inquietante.

Il personaggio di Vic, d’altra parte, rappresenta la donna e la madre non affatto perfetta, anzi, ma anche lo spirito di sacrificio e la forza d’animo necessari per salvare quanto si ha di più prezioso.
Vic è descritta in maniera intima, nelle sue paure, angosce, tensioni, nel suo crescere difficile e disagiato, e al lettore diventa un personaggio caro e familiare, cosa che fa sentire ancor più vicina la vicenda.

E, in generale, sono sempre i personaggi i veri attori della trama: le vicende prendono avvio e si sviluppano vita quali conseguenza delle scelte e del carattere dei protagonisti, come nelle storie di vita vissuta, non per seguire direttrici ex machina.

Ciò che rende ulteriormente brillante il romanzo è che personaggi, scene e situazioni non solo sono realistici, ma sembrano davvero reali. Potrebbero essere fatti di cronaca, qualcosa che accade vicino a noi.
La storia, infatti, è così coinvolgente perché sa convogliare e incarnare le paure più profonde di ciascuno, prendendo spunto da mostri classici e moderni.

L’unica cosa che personalmente non ho troppo apprezzato è la lunghezza complessiva del libro, qualche punto forse si sarebbe potuto sfoltire senza togliere incisività al tutto.

Consigliato, soprattutto a chi vuole assaporare un brivido d’orrore che vi seguirà anche una volta terminata la lettura – come non lanciare uno sguardo, infatti, a qualche vecchia auto per scrutare che la targa non sia proprio la terrificante NOS4A2?

My rating: 3.5-4/5

Joe Hill
NOS4A2
Ed. William Morrow

Advertisements

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...