Chuck Wendig, “The Cormorant (Miriam Black, #3)”

Premessa fondamentale: io adoro Miriam Black.
Questo straordinario personaggio nato dalla penna di Chuck Wendig è giunto al terzo romanzo della serie, dopo gli ottimi Blackbirds e Mockingbird.

Miriam è una giovane ragazza che ha un dono, o piuttosto una maledizione come lei stessa la definisce: toccando le persone, riesce a vedere il modo e il momento in cui moriranno.

Miriam Black è un personaggio eccellente. È dura, sfrontata, volgare, con un passato difficile e terribile alle spalle e questa maledizione da gestire, con la quale deve avere a che fare ogni istante.
Questo non tragga in inganno nel ritenere la nostra protagonista un personaggio anti-femminile stereotipato. Anzi, lei è assolutamente originale, qualcosa di innovativo e strepitoso.
È una sorta di anti-eroina “nera”, con connotazioni quasi tragiche nel suo vivere in un’essenziale solitudine disperata, profonda diffidenza degli altri, un’ostinazione a non affezionarsi a niente e nessuno… Perché sa che tutti l’abbandoneranno, moriranno – lei può vederlo, e si sente quasi lei stessa una condanna, un malaugurio, per le persone con le quali viene a contatto.
Eppure, in fondo, nella sua disperata ricerca di annientarsi e cadere sempre più in basso, Miriam porta alle estreme conseguenze la sua vita e la sua situazione quasi a sfidare questo tremendo dono, in un atto ultimo di speranza.

Wendig è a dir poco eccellente nel descrivere e sviluppare la protagonista, che man mano nei romanzi cresce e ne viene approfondito maggiormente il lato interiore, la sua dannazione e ricerca di redenzione.
The Cormorant, in particolare, è straordinario, è un perfetto mix di azione e introspezione, è la discesa all’inferno della protagonista stessa, che sarà alle prese con il proprio passato, con i fantasmi e le persone reali che l’hanno resa quello che è, dovendo fare i conti con situazioni rimaste in sospeso e verità non ancora svelate.
Miriam più che mai sembra davvero in questo romanzo un grande cormorano, impetuosa e regale, quasi un angelo nero, caduta sulla terra come in un luogo alieno e ostile, che si dibatte negli abissi più profondi e oscuri di sé in cerca di una via di fuga, della salvezza da se stessa per prima cosa.
Inoltre, c’è suspense, tantissima azione, brevi capitoli, tutto rende la lettura straordinariamente avvincente fino all’ultima parola (ringraziamenti e quarta di copertina compresi).

L’ambientazione, inoltre, è perfetta e sempre magnificamente tratteggiata. È l’ideale corrispondente “nero” di Miriam: periferie cadenti, insicure, sporche, luoghi abbandonati, lunghe strade deserte, squallidi motel, scene di omicidio e violenza.

Gli altri personaggi che popolano questo paesaggio sono altrettanto sconcertanti, guastati e spesso squilibrati, vittime consenzienti della loro psicologia malata o del ghetto più brutale ed efferato della società. Tutti costoro in qualche modo vengono trascinati nel turbine folle della vita di Miriam, diventandone, per una pagina o per molto di più, un elemento significativo ed essenziale.

La violenza è impenitente, protagonista anch’essa, brutale e disinibita. Non vi è mai tuttavia un compiacimento morboso in queste descrizioni, tutto è perfettamente calibrato e funzionale al contesto.

Coinvolgente e fenomenale è anche lo stile del romanzo, del tutto mimetico con la storia e i personaggi.
Il linguaggio è duro, schietto, e volgare, quando necessario, senza remore.
La storia è narrata dal punto di vista di Miriam, ma non sempre seguendo un solco temporale lineare. Infatti, ci sono numerosi flashback, gli “intermezzi” che servono a dare uno sguardo a latere e più approfondito sulle situazioni e sulla protagonista, facendoci capire molto più di lei.

Pensate alle migliori pellicole di Tarantino, alle più belle pagine di Sin City di Frank Miller, immaginatevi un viaggio nella notte nelle più cupe e lerce e selvagge periferie, illuminate da lattescenti luci inquietanti e un tocco di paranormal…
Miriam Black è tutto questo e molto, molto di più.
Senza contare le strepitose copertine realizzate da Joey Hi-Fi.

E non è ancora finita, perché (a sorpresa) ci sarà un nuovo capitolo della saga, Thunderbird.
Please, Mr. Wendig, non smettere mai di regalarci storie così e soprattutto di Miriam Black.

My rating: 4.5-5/5

Chuck Wendig
The Cormorant (Miriam Black, #3)
Ed. Angry Robot

***Thanks to Netgalley and to the publisher for providing me a free copy of this book in exchange for an honest review.

P.S.: Ma un fumetto tratto da questi meravigliosi libri non sarebbe stupendo?

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