Cat Winters, “In the Shadow of Blackbirds”

In the Shadow of Blackbirds è il debutto narrativo di Cat Winters, che si cimenta con un romanzo historical-paranormal ambientato nel 1918.

L’ambientazione storica rende già l’atmosfera tesa e plumbea: la Prima Guerra Mondiale non è ancora terminata e i suoi esiti si dimostrano più pesanti di quanto si pensasse. Inoltre, infierisce sulla popolazione la terribile influenza spagnola, che miete vittime senza pietà e tregua, rendendo le città lividi lazzaretti. Il mondo sembra sul punto dell’apocalisse.

Mary Shelley Black, la protagonista sedicenne, decide di trasferirsi dall’Oregon alla California del sud, dalla zia, sperando che la situazione sia preferibile e per cambiare ambiente dopo che il suo primo amore è morto in battaglia. Le cose in California, però, non sono affatto migliori.
Razionale e decisa, Mary quasi non crede a se stessa, è costretta a ripensare al suo modo di vedere la vita e la morte, quando si rende conto di essere in grado di vedere i fantasmi, in particolare quello del fidanzato morto.
Lo spettro, tuttavia, presto inizierà una vera e propria persecuzione verso Mary, che dovrà indagare su come egli sia davvero morto per farne riposare in pace lo spirito, trovandosi invischiata in altri ambigui intrecci e enigmi da sbrogliare.

L’inizio del romanzo è un po’ destabilizzante, poiché nei primissimi capitoli, dal taglio più storico, non è immediatamente comprensibile dove l’autrice voglia guidare la storia.
Allorché entra in scena l’elemento paranormal, la trama prende via via una sua direzione precisa ed è maggiormente caratterizzata.
A mio avviso, i due elementi si sarebbero potuti integrare meglio, il passaggio da uno all’altro è alquanto brusco.

L’ambientazione storica è certamente ben ricostruita, si nota essere basata su un attento lavoro di documentazione.
Tuttavia, benché il cupore dell’epoca sia ben reso, manca quel tocco di vera e silente sofferenza dei romanzi storici veri e propri.

Le parti che maggiormente ho apprezzato sono quelle inerenti il lato più spiritualistico del romanzo, dove lo spiritismo è in primo piano.
Le descrizioni si fanno decisamente più coinvolgenti, inquietanti e arricchite di un persistente e strisciante timore.
L’autrice dà il meglio di sé proprio nelle pagine più cupe, terrorizzanti, riesce a rendere le ambientazioni e i personaggi in maniera tridimensionale e a coinvolgere con abilità e straordinario realismo.

Molto efficace risulta il contrasto tra concretezza della realtà storica – maschere di garza, feriti, ammalati, odori stagnanti, vie cupe e occhi sgranati per un terrore invisibile ma sempre presente – e l’impalpabilità del fantasma del ragazzo, il suo essere inconsistente ma altrettanto vero e disperato.
Sembra di assistere ad una contrapposizione tra carne e spirito, entrambi dolenti per un mondo devastato e irriconoscibile.

Altro aspetto da sottolineare, è un sotteso dualismo tra ragione e percezioni, scienza e discipline alternative: il morbo e le sue conseguenze medico-scientifiche di contro alle credenze, ai pregiudizi e al panico talora dilagante della popolazione.
Questo gioco di contrasti nel romanzo diventa abilmente più complesso, poiché si rispecchia nella fragilità della mente, nel contrapporsi, in circostanze così gravi e disperate, della parte più razionale e pratica e quella legata a paure taciute, irrazionali, alle superstizioni che tornano a galla.
In un mondo così profondamente ferito, le paure – della guerra, della malattia e della morte – diventano mostri reali, fantasmi che perseguitano, e la tentazione di abbandonarsi alla disperazione è forte e presente.

Complessivamente un buon primo romanzo, forse con qualche passaggio da editare meglio per renderlo maggiormente omogeneo, ma che dimostra buona tecnica narrativa, stile e idee.

My rating: 3.5-4/5

Cat Winters
In the Shadow of Blackbirds
Ed. Amulet Books

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3 thoughts on “Cat Winters, “In the Shadow of Blackbirds”

    1. Non è male e ha vari aspetti positivi, ma alcune cosette sono così-così.
      Ok in wish list, ma non lo metterei ai primi posti. 😉

      1. I primi duecento posti sono già occupati, temo. 😄
        A meno che tu non avessi gridato al capolavoro non avrei comunque avuto fretta; semplicemente, non è stato eliminato. 😉 E poi in questo periodo non ho voglia di libri per ragazzi, ma di cose un po’ robuste.

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