Yangsze Choo, “The Ghost Bride”

Il romanzo di debutto di Yangsze Choo, The Ghost Bride, si ispira a un’antica e poco nota tradizione in uso tra gli immigrati cinesi nella penisola malese, ovvero quella di dare in sposa una ragazza a un giovane uomo da poco mancato.

La storia è ambientata a fine XIX secolo, nella colonia di Malaya, ove abita la diciassettenne Li Lan insieme al padre, uomo ormai consumato dall’oppio e le cui finanze si stanno sempre più assottigliando, aggravate anche da non pochi debiti, mentre la madre è morta alcuni anni prima.
La vita di Li Lan è scombinata allorché il padre le annuncia che la ricca famiglia Lim vorrebbe che la ragazza sposasse il loro primogenito, Lim Tian Ching, deceduto recentemente a causa di una febbre.
Nonostante Li Lan non voglia assolutamente diventare moglie di Tian Ching, si reca in visita di cortesia al palazzo della famiglia Lim, ove incontra Tian Bai, cugino dell’erede scomparso e dal quale si sente subito attratta.
Da questo momento le cose si complicano: non solo Li Lan cerca ogni modo per sottrarsi alle nozze, ma il fantasma di Tian Ching inizia ad apparirle per corteggiarla prima e perseguitarla poi.
Per sfuggire a questa situazione angosciante, la giovane finirà in spirito nel regno dei morti, ove incontrerà presunti amici e nemici, esseri mostruosi, e il misterioso e affascinante Er Lang.
Il ritorno al mondo dei vivi non sarà affatto semplice, così come molti saranno i misteri da sbrogliare e le importanti decisioni da prendere, fino ad un finale abbastanza inaspettato.

Il libro è indiscutibilmente scritto bene e gode di alcune descrizioni assolutamente affascinanti.
L’impianto narrativo è ben architettato, così come i personaggi sono tridimensionali e credibili.

In particolare, la protagonista, Li Lan, è una giovane responsabile, educata, onesta e in gamba, non una sdolcinata ragazzina sottomessa. Mi è piaciuto particolarmente come viene sviluppata la sua crescita interiore attraverso le vicende che deve affrontare.
La metafora della discesa agli inferi è sapientemente utilizzata quale momento per Li Lan di prendere maggiore consapevolezza di sé, diventare adulta, affrontare anche da sola le difficoltà, perseguire ciò che è giusto, comprendere quali decisioni prendere. Un vero e proprio percorso simbolico di formazione, insomma.

Il mondo degli spiriti è descritto in maniera davvero mirabile, tanto più perché attinge a piene mani dalla tradizione e dal folklore.

L’utilizzo di temi tradizionali e miti non è mai forzato o buttato lì a caso, ma intrecciato perfettamente nella narrazione e nello svolgersi degli eventi, e fa sì che la storia che abbia maggiore profondità, un passato, tutto il fascino delle leggende orientali.

In generale, ho trovato l’autrice decisamente valida proprio nelle descrizioni, poiché sa rendere l’atmosfera e le ambientazioni in modo vivido e ricco di particolari.

Essendo un primo romanzo, ci sono anche alcuni difetti.
Per me, ad esempio, alcune parti potevano essere un pochino sfoltite.
L’andatura della trama, poi, è talora un po’ lenta, soprattutto nella prima parte.

Complessivamente, tuttavia, siamo di fronte a un romanzo incantevole e diverso dal solito, che sono davvero contenta di aver letto.
Sperando, inoltre, che questa autrice ci regali altre mirabili chicche.

My rating: 4+/5

Yangsze Choo
The Ghost Bride
Ed. William Morrow

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