Dezső Kosztolányi, “Allodola”

Poco noto in Italia, Dezső Kosztolányi fu uno scrittore ungherese tra i più rappresentativi della propria terra natia, in particolare a cavallo tra le due Guerre. In patria è noto anche per aver divulgato parecchi autori stranieri, tra i quali spiccano gli italiani Gozzano e Pirandello.

Allodola fu pubblicato nel 1923 ed è un romanzo tutto da da interpretare, leggere tra le righe, capire cosa abbia voluto trasmettere l’autore utilizzando un certo stile, linguaggio, descrizioni.

La storia di per sé, infatti, è semplicissima.
In un’immaginaria e remota cittadina ungherese, vive una famigliola composta da padre, madre e figlia, che viene chiamata col soprannome di “Allodola”, poiché da bambina amava canticchiare.
La figlia, un’estate, viene mandata in vacanza una settimana presso una zia in campagna, mentre i due genitori rimangono soli in città.
La trama segue la settimana dei genitori dalla partenza della figlia fino al suo ritorno.

Questa idilliaca semplicità è solamente una patina dorata e zuccherosa che nasconde ben altro.

Innanzitutto, la cittadina assume via via un’atmosfera quasi grottesca. Immobile, remota e silente, scenario di un popolino piccolo borghese che vive di pettegolezzo, di alcool, di ricordi di un’età vigorosa di opposizione al regime ormai svanita.
I personaggi, anche quelli che agli occhi della famigliola sono celebri o importanti, hanno sotto sotto un qualcosa che li consuma, un che di sciupato, una stanchezza esistenziale che li svuota di ogni possibile vera grandezza.

Quest’aura di decadenza senza redenzione pervade essenzialmente tutto il romanzo, a vari livelli.

E il centro è la famiglia di Allodola.
Fin dalle prime pagine si intuisce che qualcosa non torna.
Siamo di fronte a componenti di un nucleo familiare legati da rapporti simbiotici, talora quasi morbosi nell’ansiosa apprensione e cura reciproca, che hanno creato per se stessi e per gli altri una gabbia dorata di infrangibile infelicità, che li ha spenti interiormente, invecchiati precocemente. Verso l’esterno, infatti, tutti e tre hanno erto delle barriere che portano a stare il più possibile da soli, a considerare positive solo le cose che hanno e fanno loro stessi.

Nella settimana durante la quale la figlia è lontana, in un primo momento madre e padre sono disperati, disorientati e si sentono soli come non mai.
Col passare dei giorni, tuttavia, piccoli eventi ed esperienze diversi dal solito – mangiare al ristorante, una serata a teatro, il padre che incontra dei vecchi amici – fanno assaporare un modo di vivere diverso, fanno vedere le cose in maniera differente. Mai viene confessato di provar piacere a fare una di queste cose, quasi fosse peccaminosa o uno sgarbo imperdonabile verso la figlia lontana. La stessa Allodola è, non dimenticata, ma nemmeno ricordata o nominata ogni istante; anzi, il padre osa arrivare a dire apertamente quello che entrambi, forse tutti, pensano: Allodola è brutta, ormai ha trentacinque anni e nessuno la vorrà sposare.
Col ritorno di Allodola, tutto riprende come prima, addirittura vengono fatte sparire le “tracce” di quello che è successo nei giorni precedenti.

Pare di essere di fronte a tre esseri infelici, che hanno immolato se stessi l’uno per l’altro in modo così profondo, sostanziale, da non rendersi più conto che oltre ad aver sacrificato invano il proprio benessere, perseverano ad aumentare e rinsaldare il malcontento anche di chi hanno vicino.

Un romanzo che in fondo è di un estremo cupore, quasi soffocante, che mostra una società in declino, ripiegata su stessa, e riflette un profondo pessimismo sulle possibilità dei rapporti interpersonali, sociali, familiari.

My rating: 4/5

Dezső Kosztolányi
Allodola
Traduzione di Matteo Masini
Ed. Sellerio

Advertisements

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...