Kick-Ass 2 (2013)

Mi sento una voce un po’ fuori dal coro, ma a me Kick Ass 2 è piaciuto e mi ha divertito.

Il primo era stato strepitoso, a discapito della mia titubanza iniziale che lo riteneva erroneamente un filmetto adolescenziale e noioso.

Ero abbastanza timorosa su come sarebbe stato il seguito. È noto che non di rado gli episodi dal secondo in poi possono soffrire di un sacco di difetti che li rende scadenti o quanto meno non degni del predecessore.
Le recensioni tiepide o piuttosto negative mi avevano quasi scoraggiato, ma un sabato sera da spendere nel classico modo “cinema e pizza” mi hanno fatto rischiare di vedere questo film.

Kick Ass 2 riprende la storia del predecessore.
Troviamo Mindy “Hit Girl” Macready (Chloe Grace Moretz) e Dave “Kick Ass” Lizewski (Aaron Taylor-Johnson) che cercano di adattarsi alla normale vita degli adolescenti, tra ragazze e ragazzi, attività, scuola.
Tuttavia, per motivi differenti, il richiamo alla loro identità e missione di supereroi è più forte e portare avanti la quotidianità come i loro coetanei impossibile.

Tra colpi di scena e momenti esilaranti, il punto di svolta è il ritorno in scena di Chris D’Amico (Christopher Mintz-Plasse), il ricco bambino viziato che nel precedente film era “Red Mist” e ora da vero super cattivo, ossessionato dalla vendetta, si fa chiamare “The Motherfucker” e assolda tutti i peggiori delinquenti per eliminare Kick Ass e la sua nuova squadra di supereroi buoni, i Justice Forever.

La pellicola, dunque, riprende il concetto che chiunque può decidere di diventare un supereroe, benché in maniera differente, più matura forse, rispetto al primo.
Infatti, qui il punto di partenza non è solo la voglia di un gruppo di adolescenti che vogliono imitare gli eroi dei fumetti, ma il desiderio di portare qualcosa di buono e giustizia nella società, tanto che i nostri nuovi supereroi, buoni e cattivi, sono tanto ragazzi quanto persone adulte, spinte da motivazioni differenti, più complesse.
Viene maggiormente messo in luce come questa sete di giustizia individuale abbia anche delle conseguenze, debba scontrarsi col mondo reale e le sue leggi.
Se è vero che “A hero can be anyone”, come sostiene Batman in The Dark Knight Rises, è altrettanto vero che è necessario trovare un equilibrio tra la spinta genuina a fare il bene e la realtà del quotidiano.

L’impianto narrativo scorre bene e non presenta incongruenze, forse nella prima parte è un po’ lento.

Le performance dei protagonisti sono davvero buone, su tutti spicca di nuovo Chloe Grace Moretz che reputo un’attrice davvero brava e promettente.

Il finale è piuttosto prevedibile, forse talvolta con un po’ di violenza eccessiva e gratuita, ma se si prende questa pellicola come un gradevole intrattenimento, personalmente non mi sento di bocciarla o sconsigliarla.

My rating: 7,5/10

Kick Ass 2
(2013)
Regia: Jeff Wadlow

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