Chuck Wendig, “The Blue Blazes” (Mookie Pearl #1)

The Blue Blazes, l’ultimo romanzo di Chuck Wendig, ci catapulta in una New York simile a quella odierna, ma decisamente più cupa e caotica. Sotto di essa si estende “The Great Below”, una sorta di Neverwhere infernale, popolato da goblin, folletti, demoni e dominato da caos e follia.

Mookie Pearl è un osso duro, un omaccione che incute timore al solo sguardo, benché in fondo abbia un buon cuore e sia roso dai rimpianti.
Egli lavora per l’Organizzazione, una struttura criminale di stampo mafioso, che controlla, tra l’altro, la distribuzione di una droga, chiamata “Blue”, che si ricava da un minerale presente proprio nei tenebrosi tunnel sotterranei.
Quando il boss dell’Organizzazione giace sul letto di morte a causa del cancro, Mookie è chiamato ad inoltrarsi nel mondo sotterraneo per cercare una enigmatica sostanza chiamata Death’s Head (o The Purple), che si dice capace di curare ogni malattia e forse persino resuscitare i morti.

In quest’impresa Mookie non solo si scontrerà con orde di mostruose e malvage creature, ma anche con esseri umani avidi ed efferati – ma incontrerà anche qualche “amico” disposto ad aiutarlo.
A complicare la situazione c’è Nora, la figlia ribelle, ostinata e indomita proprio di Mookie, che si mette contro il padre e l’Organizzazione stessa, iniziando una distribuzione parallela e alternativa di Blue.

Wendig si dimostra nuovamente un maestro della scrittura, riuscendo a costruire una storia originale, coinvolgente, un’ottima combinazione di schietto realismo e inedito e ricco immaginario fantastico, di thriller, urban fantasy e spunti hard boiled.

Tuttavia, il libro mi è piaciuto fino a un certo punto.
Innanzitutto, per me è stato naturale il confronto con i primi due romanzi del ciclo di Miriam Black, sempre di Wendig, che ho davvero adorato, e questo, a mio personalissimo gusto, si colloca decisamente qualche gradino al di sotto.
Inoltre, la costruzione della trama talvolta è difficile da seguire (senza contare l’inizio che lascia del tutto disorientati), e troppo forte è il contrasto tra attimi di azione dinamica e i momenti incentrati sul rapporto di Mookie con Nora, che si sviluppano lentamente.
The Great Below è un mondo sinistro ma affascinante; le sue creature, i suoi cupi abissi, vogliono echeggiare alcuni tratti delle migliori pagine lovecraftiane, ma secondo me ci riescono solo parzialmente.
Alcune scene di azione, inoltre, somigliano troppo a scenari di scontri da videogioco – nulla contro quest’ultimi, anzi, ma sono un’altra cosa dalla narrativa.

Wendig senza dubbio promosso, così come un romanzo interessante e avvincente, benché con qualche perplessità.

My rating: 3.5-4/5

Chuck Wendig
The Blue Blazes (Mookie Pearl #1)
Ed. Angry Robot

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