True Blood, Sesta Stagione

***ATTENZIONE: il presente post contiene spoiler sulla sesta stagione***

Riassumendo in una sola parola la mia personale opinione della sesta stagione di True Blood: deludente. Oppure, all’americana: meh.

Da quando lo scenario, ancora dalla scorsa stagione, si è allargato a coinvolgere intrighi e complotti internazionali, a mio parere la serie ha decisamente perso incisività, oltre a trattare personaggi e situazioni in maniera alquanto sbrigativa.
Vengono presentati eventi, rapporti, emozioni risolti in poche scene buttate lì, senza approfondimento o una vera conclusione.
Mi manca l’ironia, una certa sconclusionata ma piacevole leggerezza delle prime stagioni, così come il rilievo dato all’amicizia.

In questi dieci episodi (ridotti rispetto alle stagioni precedenti) mi sembra si abbia voluto svolgere frettolosamente una trama troppo ampia, buttando lì i vari ingredienti della serie senza un’adeguata attenzione, nonché qualche scena di sesso e nudo quasi a voler ricordare che la serie è marcata HBO. Ne perdono anche i personaggi, che risultano molto più sbiaditi, meno accattivanti, persino quelli storici, così come l’impianto narrativo, decisamente poco solido.

Alcuni esempi?
Alcide che all’inizio stagione è caratterialmente irriconoscibile e insopportabile in qualità di packmaster e poi cambia e non si sa bene che fine fa il suo pack o la sua relazione con gli altri werewolves.
Sookie che, a parte pochi passaggi, non sembra più la principale protagonista (forse dovuto all’intrecciarsi di troppe storyline) e passa la maggior parte del tempo ad arrovellarsi sul passato e sui dubbi. Vero che le situazioni sono più pesanti e complesse, ma dov’è la Sookie, anche un po’ svampita, che per il suo grande cuore si butta nei pericoli e sa strappare un sorriso per la sua ingenuità?
Bill di una noia mortale, con la sua lacerazione interiore (mal riuscita) tra essere un dio e potente o rimanere il vecchio vampire Bill.
Jessica lagnosa all’inverosimile, che attraversa una sorta di crisi mistica per la maggior parte degli episodi, risolta brillantemente e in due battute grazie all’incontro con un altro giovane vampiro.
Uhm, mi viene da pensare che il tema portante di questa stagione possa essere stato proprio “vampiri e umani, lamentatevi tutti”.
Tara quasi inesistente.
La morte di Terry mi ha dato l’impressione di un espediente da soap opera per togliere di mezzo un personaggio o un attore dalla serie. Inattesa, ma soprattutto mal incastonata nella trama; salvo un nono episodio con inutili, noiose parti dedicate al passato di Terry.
Si salva qualche cammeo di Pam, buona parte di Eric e Jason (almeno all’inizio).

Le ultime due puntate sono state il coronamento della mia delusione, finale frettoloso e prevedibile, ultime scene con una patina un po’ noiosa e patetica… Fino alla scena finale vera e propria che più che tenere col fiato sospeso mi ha fatto pensare a una sorta di mashup con The Walking Dead.
Ah, sì, la presunta morte di Eric: pezzo solo per mostrare le grazie dell’attore scandinavo?
La scena della sorta di riconciliazione tra Tara e sua madre insulsa.
Meh.

Mentre è già stata confermata la settima stagione della serie, molti sono convinti che possa essere anche l’ultima, benché i produttori smentiscano tiepidamente.
Di sicuro, il costante calo di ascolti e la qualità un po’ scadente non fanno ben sperare per il futuro di True Blood.
Peccato.

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